Il tridente della strategia di Ducati: MotoE, E-Fuel e Idrogeno

Il tridente della strategia di Ducati: MotoE, E-Fuel e Idrogeno
La Ducati MotoE per la World Cup 2023
La Ducati MotoE per la World Cup 2023 (Foto: Ducati)

Nel giorno della presentazione del prototipo per la MotoE, l’amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, ha illustrato le varie strade che a Borgo Panigale stanno esplorando per produrre veicoli a emissioni zero: moto elettriche, E-Fuel e Idrogeno.

La sigla “V21L” a Borgo Panigale identifica la prima moto elettrica Ducati, prototipo che a partire dal 2023 gareggerà nella FIM MotoE World Cup, di cui la Casa motociclistica bolognese sarà partner come fornitore unico con 18 moto in pista nel corso di ogni weekend di gara.
Nella presentazione ufficiale della Ducati MotoE che si è svolta alcuni giorni fa, l’amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, ha illustrato le varie strade che a Borgo Panigale stanno esplorando per produrre veicoli a emissioni zero.
La strategia di Ducati, ha spiegato Domenicali, prevede le moto elettriche, i combustibili da fonti rinnovabili (i cosiddetti E-Fuel) e l’idrogeno, sia come carburante sia nelle celle a combustibile per produrre energia elettrica.
La MotoE rappresenta il modo in cui Ducati ha deciso di esplorare la mobilità elettrica per ottenere un vantaggio competitivo in questo mercato. Il progetto MotoE ha una rilevanza strategica per Ducati poiché le consente di sviluppare competenze per il proprio futuro e di sperimentare soluzioni tecnologiche nel mondo delle competizioni, fino a trasferirle sulle moto elettriche destinate alla produzione.
Sul fronte degli E-Fuel, con il passaggio della MotoGP al 40% di E-Fuel dal 2024 e al 100% di questo tipo di carburanti dal 2027, Ducati svilupperà le competenze necessarie per realizzare motori a combustione interna a emissioni zero.

Il motore elettrico della MotoE di Ducati
Il motore elettrico della MotoE di Ducati (Foto: Ducati)

Rispetto dell’Idrogeno, Domenicali ha spiegato che Ducati, insieme a diversi costruttori giapponesi, sta esplorando l’uso di questa sostanza come combustibile. “È molto interessante per noi appassionati di motorsport che l’idrogeno possa essere utilizzato anche per bruciare in un motore convenzionale. I giapponesi stanno facendo dei test in questo senso, noi stiamo facendo esperienza in questo senso e quindi è un campo interessante”.
Su questo fronte, la scommessa è produrre idrogeno “green” da fonti rinnovabili. Attualmente la maggior parte dell’idrogeno è di tipo “brown”, cioè prodotto da idrocarburi o per elettrolisi usando energia elettrica generata da fonti tradizionali. L’idrogeno “green” invece si produce per elettrolisi dall’acqua usando energia ricavata da fonti rinnovabili (es. energia solare o eolica). Un esempio di impianto per produrre idrogeno “green” è quello che la Shell costriurà a Rotterdam entro il 2025 e che diventerà il più grande impianto di questo tipo in Europa.
“L’idrogeno è un carburante molto affascinante”, ha detto Domanicali, “a volte anche troppo bello, perché prende fuoco molto velocemente, quindi non è un carburante facile. In termini di combustione, è completamente privo di carbonio, quindi se si osserva un pistone che ha bruciato idrogeno, è completamente pulito e non ci sono residui di carbonio da nessuna parte. È un motore molto bello e pulito e l’idrogeno brucia molto velocemente, quindi è molto interessante per i motori ad alto numero di giri”.

Ducati MotoE i test in pista
Due prototipi della MotoE di Ducati durante i test in pista (Foto: Ducati)

Passando ad illustare nel dettaglio il prototipo della prima moto elettrica di Borgo Panigale, questo è quanto hanno dichiarat i vertici di Ducati presenti all’evento.

Claudio Domenicali (CEO di Ducati)
“Qualche settimana fa ho avuto la straordinaria possibilità di guidare la Ducati MotoE in pista e mi sono reso immediatamente conto di stare vivendo un momento storico. Il mondo sta attraversando un periodo complesso e la sostenibilità ambientale è un elemento che tutti gli individui e tutte le aziende devono considerare una priorità se si vuole preservare il delicato equilibrio del pianeta. Come Ducati abbiamo colto questa necessità e siamo andati alla ricerca di una sfida che ci consentisse di contribuire all’obiettivo comune di riduzione delle emissioni di CO2 e al contempo di tenere fede al nostro DNA legato alle competizioni. Abbiamo accettato con determinazione di sviluppare la più performante moto elettrica da corsa che la tecnologia attuale renda possibile realizzare e di utilizzare questo progetto come un laboratorio in cui costruire il nostro futuro. Il risultato che abbiamo raggiunto è sorprendente. Appena mi sono seduto sulla moto ho realizzato la qualità del lavoro svolto dal team e nel momento in cui sono rientrato nel box ho sentito un grande senso di orgoglio per quello che ancora una volta siamo stati capaci di creare”.

Vincenzo De Silvio (R&D Director Ducati)
“Per Ducati avere la possibilità di diventare fornitori della FIM MotoE™ World Cup non è soltanto un’impresa tecnologicamente entusiasmante, è anche la maniera migliore per interpretare le sfide del nuovo millennio. Le competizioni rappresentano il terreno ideale sul quale sviluppare nuove tecnologie che poi andranno sulle moto di produzione. Al momento le sfide più importanti in questo campo rimangono relative alla dimensione, al peso, all’autonomia delle batterie e alla disponibilità delle reti di ricarica. L’esperienza di Ducati nella FIM MotoE™ World Cup sarà un supporto fondamentale per l’R&D di prodotto, insieme alla fisiologica evoluzione della tecnologia e della chimica. Far crescere le competenze interne all’Azienda già oggi è fondamentale per farci trovare pronti quando sarà il momento di mettere in produzione la prima Ducati elettrica stradale”.

Ducati MotoE il team di progetto
Roberto Canè, eMobility Director Ducati con il team di progetto della MotoE (Foto: Ducati)

Roberto Canè (eMobility Director Ducati)
“Ricordo bene la nascita del progetto MotoE e ogni fase della composizione del team di lavoro, con il coinvolgimento dei colleghi di Ducati Corse e la ricerca di contatti interni al Gruppo Volkswagen che potessero darci suggerimenti su come sviluppare questo progetto. Per realizzare questa moto abbiamo seguito lo stesso procedimento che abitualmente seguiamo su una moto di produzione. Siamo partiti con il definire il design della moto e in parallelo l’ufficio tecnico ha iniziato a progettare i vari componenti veicolo. Il brief iniziale era realizzare una moto da corsa che rispettasse le caratteristiche minime di performance richieste da Dorna. In realtà, questo progetto ha fatto e sta facendo innamorare tutto il gruppo di lavoro coinvolto e ci sta spingendo a realizzare una moto con caratteristiche migliori rispetto a quanto richiesto inizialmente dall’organizzatore”.

La prova della pista

Il video della Ducati MotoE in azione sul circuito di Vallelunga (Fonte: Ducati)

Foto e video: Ducati

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