Intervista a Lucio Cecchinello: il presente e il futuro della MotoE parte II

Intervista a Lucio Cecchinello: il presente e il futuro della MotoE parte II
Lucio Cecchinello a fianco del suo pilota Niccolò Canepa a Jerez

Continuiamo con la seconda parte dell’intervista a a Lucio Cecchinello, team director della squadra LCR impegnata in MotoGP e in MotoE.

Questo è il link alla prima parte dell’intervista.

Come vedi la crescita della MotoE? Resterà un campionato monomarca ancora per un po’ o diventerà una classe libera?
“Il mio punto di vista, che non è detto rappresenti il futuro della MotoE, è questo: da una parte abbiamo Dorna che è interessata a far crescere questa categoria, a renderla spettacolare e a farla conoscere. Per rendere la cosa possibile le gare devono essere spettacolari, avvincenti e coinvolgenti. Questo può avvenire se il livello di tutte le squadre è molto alto e il divario tra i piloti è estremamente contenuto. Fino ad ora questo è stato possibile anche grazie alla formula del monomarca che ha un altro enorme vantaggio: permette di contenere i costi di sviluppo e gestione delle moto che altrimenti andrebbero alle stelle.”

La Energica Ego Corsa dell’LCR E-Team

“È evidente che in futuro, quando la MotoE sarà diventata una categoria in grado di attirare sponsor e case costruttrici, la formula del monomarca decadrà e avremo diverse case costruttrici impegnate direttamente in questa categoria. Nel mezzo è possibile pensare ad un campionato in cui la Power Unit sia comune per tutti e le squadre possano lavorare liberamente per sviluppare la ciclistica e l’aerodinamica della moto.
Io immagino che Energica e Dorna rinnoveranno la collaborazione ancora per qualche anno, ma con significativi sviluppi nella moto per aumentare le prestazioni e l’autonomia. Da lì in poi vedremo quale sarà il livello raggiunto dalla mobilità elettrica nel settore delle due ruote. Già oggi vediamo che le innovazioni si susseguono ad un ritmo altissimo, magari tra qualche anno potremmo già vedere delle case costruttrici decise ad entrare direttamente nelle competizioni elettriche. Per limitare i costi si potrebbero fissare alcuni componenti e renderli comuni per tutti come la batteria, il software di controllo e il traction control.”

Xavier Simeon in gara a Misano

Qual è il sentimento generale che percepisci nei confronti della MotoE?
“Quello che stiamo vivendo, e mi dispiace che non venga adeguatamente messo in rilievo, è un cambiamento storico per il motociclismo. Purtroppo, invece, è spesso ridotto ad argomento di terzo o quart’ordine sui mezzi d’informazione. La MotoE serve a creare l’ambiente per un cambiamento paragonabile a quello che avvenne nel passaggio dalle 500cc 2T alle 1000cc 4T. In quel momento il motore 4T era palesemente il futuro ma venne accolto come una sorta di tradimento dello spirito delle gare. Oggi viviamo una situazione analoga, ma è inutile girarci tanto intorno, in dieci o al massimo venti anni la mobilità, compresa quella a due ruote, sarà elettrica. A quel punto nessuna casa costruttrice di moto investirà milioni di euro per un team in una competizione con motori a combustione per sviluppare una tecnologia obsoleta.”

Una MotoE alla stazione di ricarica fornita da EnelX

“Io vedo come punto di svolta il mercato asiatico: quando i governi di quei paesi decideranno il blocco per i mezzi a 4T, si aprirà uno spazio enorme per i veicoli elettrici. In quel momento si genererà un forte impulso verso la propulsione elettrica nelle gare motociclistiche. 
A quel punto cosa succederà alla MotoE e alla MotoGP è ancora tutto da scrivere: per un po’ immagino due categorie che andranno di pari passo fino a quando i motori a combustione interna spariranno e la MotoGP confluirà nella MotoE e da lì in poi avremo una classe unica. Certo stiamo parlando di un futuro ancora molto lontano e chissà, magari avremo batterie da moto che peseranno 2 kg.”

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