5 domande a Manuel Poggiali

5 domande a Manuel Poggiali

A otto anni diceva di voler fare il motociclista; a nove lo era; a 18 ha vinto il titolo mondiale in 125, a 20 ha conquistato al primo colpo il titolo in 250. In quegli anni lo paragonavano a Valentino Rossi e, infatti, a 35 anni è ancora qui. Ma siccome, come dice lui, “ognuno ha la sua vita e non tutti abbiamo lo stesso percorso”, il suo modo di restare nel mondo delle moto è del tutto personale: l’ha portato a conoscere da pilota la Superbike e l’Endurance mentre oggi, con la nuova maturità che l’ha reso “più razionale”, arriva anche la prima esperienza da “coach” in MotoE.

1 – Qual è il tuo compito nel team Gresini?
Il ruolo di coach è solo una parte del mio lavoro in Gresini Racing. L’altra, forse ancora più importante, è aiutare Fausto nella gestione delle situazioni sportive dell’intera squadra, quindi anche nella MotoE. Metto a disposizione la mia esperienza di ex pilota per stare a bordo pista e individuare tutto ciò che è possibile migliorare, anche confrontandosi con la concorrenza. Credo che sia un lavoro molto importante: si raccoglie un’infinità di dati da utilizzare.

Manuel Poggiali e Matteo Ferrari nel box del team Trentino Gresini MotoE

2 – Con il team di MotoE, che lavoro avete fatto in questi mesi?
Direi che il lavoro svolto da tutto il team è stato buono, visto che Ferrari si sta giocando il titolo e Savadori sta crescendo sempre più. Ma non ci accontentiamo: l’ottimo sarebbe avere entrambi i piloti nelle posizioni di vertice, perché è questo che una squadra strutturata come la nostra deve avere come obiettivo.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro è in parte limitato dal fatto che si gira poco e non si svolgono molti test.  Tutto il resto è in continuo evolversi! Stiamo lavorando passo passo, gara dopo gara, cercando di migliorare per l’appuntamento successivo. Il metodo, da inizio anno, è stato sempre e solo questo: non sentirsi mai arrivati. Anche adesso, pur arrivando all’ultima gara da primi in classifica, la stiamo preparando come tutte le altre: sforzandoci di essere competitivi e veloci. Faremo calcoli solo se servirà.

3 – Qual è il livello di confidenza che i piloti hanno raggiunto con questa moto?
Ad oggi direi buono, circa un 80 per cento. Noto che questi piloti, e intendo tutta la griglia, stanno migliorando le performance costantemente.  Saranno proprio i piloti a dare le indicazioni più preziose per lo sviluppo della moto per l’anno prossimo, che dal mio unto di vista dovrebbe trovare l’equilibrio perfetto fra peso, durata e costanza delle batterie.

Manuel Poggiali festeggia la vittoria di uno dei suoi piloti al GP di San Marino

4 – Quali sono le cose più interessanti che hai osservato negli altri piloti e quali sono quelli che ti hanno sorpreso di più?
Con Matteo e Lorenzo stiamo lavorando molto sull’interpretazione delle varie fasi di guida e sugli utilizzi dei comandi: chi fa meglio di noi è da studiare e da analizzare per permetterci di migliorare costantemente. Nel corso della stagione abbiamo preso molti appunti che ci serviranno per il finale.

5 – Alla fine del primo campionato, cosa pensi della MotoE?
Penso sia una categoria interessante! Ad oggi molto molto giovane e con enormi margini di miglioramento. Parte integrante della categoria è la formula della E-Pole, che personalmente ritengo un vero spettacolo!

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