5 domande a Lorenzo Savadori

5 domande a Lorenzo Savadori

Il pilota scelto dal team Trentino Gresini Racing per debuttare nel Mondiale MotoE è Lorenzo Savadori (che affiancherà il compagno di squadra Matteo Ferrari). Nato a Cesena il 4 aprile del ’93, Savadori ha al suo attivo un titolo Europeo 125, tre stagioni nel Mondiale 125, il titolo Mondiale Superstock 1000 del 2015 e tre stagioni da protagonista nel Mondiale Superbike, dove non nasconde di volere ancora un posto. Nel frattempo, però, risolti i postumi dell’infortunio alla clavicola, si appresta a debuttare con entusiasmo alla guida di una moto elettrica: avventura inedita, con cui ha iniziato a prendere confidenza nei primi test di Jerez. Per trarre conclusioni è davvero troppo presto, anche considerando che a Jerez pioveva e il team aveva a disposizione una sola moto, da condividere con Matteo Ferrari smezzandosi i giri. Le prime sensazioni sono molto interessanti, perché si tratta davvero di entrare in un nuovo mondo: ecco cosa ci ha detto Lorenzo sui punti più discussi.

1.     Il peso: pensi che la MotoE possa richiedere una guida più fisica rispetto ad altre moto?
Sì. Il peso oggettivamente si sente un po’ in tutte le fasi di guida. Cento chili in più non sono pochi: incidono principalmente in frenata, però li senti in tutta la distribuzione della curva.

2.    Il rumore (che non c’è). Quanto è importante, per un pilota professionista, il rumore del motore?
Beh, l’orecchio in pista si usa, anche se hai i tappi: in uscita di curva, per esempio, riesci a sentire come si comporta la moto, se ti sta per “partire”, proprio perché cambia un po’ il rumore del motore. Con la motoE è tutto diverso, e non sarà semplice farci l’abitudine. In più con una moto così silenziosa non senti se hai qualcuno dietro o in fase di sorpasso, non senti di fatto nulla: un cambiamento notevole!

3.    Il freno. Alcuni piloti, ad esempio Smith, hanno chiesto di valutare la possibilità di spostare il freno posteriore sul semimanubrio sinistro, visto che è libero non essendoci la leva della frizione. L’organizzazione ha detto che se ne parlerà con i piloti ai prossimi testi di marzo, tu di che idea sei?
Sì, se ne è parlato. Piloti che hanno potuto provare più di me si sono fatti un’idea più chiara, io devo girarci ancora un po’ per mettere a fuoco le mie sensazioni

4.    La strategia. Vi aspettano gare corte, relativamente poche variabili nel set-up, ma anche poco tempo per provare. Su cosa sarà importante puntare per essere veloci?
Di certo non si possono fare sulla moto elettrica le regolazioni che si possono fare, invece, su una moto da SBK, non c’è tutto il discorso dell’elettronica o del controllo di trazione, che occupano molto tempo del lavoro nel weekend di gara. Quindi bisognerà capire come fare la differenza, ma ti ripeto, ho bisogno di girarci un po’.

5.    Il coach. Del team Gresini farà parte Manuel Poggiali, lavorerete insieme?
Sì! Non ho mai lavorato con lui prima, stiamo parlando di come impostare il lavoro. Sicuramente un pilota del calibro e dell’esperienza di Manuel (131 gare disputate nel MotoMondiale, 35 podi, due volte campione del mondo, in 125 e in 250, ndr) è un valore aggiunto importante. Sono felice che sia nel team.

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